In fase di progettazione
è importante de
finire i punti migliori per
installare i riduttori. In genere un controllo puntuale è la soluzione
ottimale, capace di assicurare la corretta regolazione della pressione
alle singole utenze. Tuttavia, per questioni di semplicità e di costo,
questa soluzione non sempre
è fattibile e per questo motivo si ricorre al
controllo delle pressioni per zone. Occorre inoltre valutare, soprattutto
in edi
fici molto complessi, anche gli aspetti legati all’installazione e alla
manutenzione di questi dispositivi.
Di seguito saranno riportati alcuni schemi di installazioni tipiche dei
riduttori di pressione: piccole applicazioni domestiche, edi
fici multipiano
di medie dimensioni ed edi
fici alti.
Si evidenzieranno vantaggi e svantaggi di ciascuna applicazione,
soffermandosi sulla gestione delle pressioni, sul funzionamento e
sull’installazione dei riduttori.
NOTA:
Per motivi di igiene e progettazione, le tubazioni di acqua fredda
devono essere installate in cavedi separati dalle tubazioni di acqua
calda e di ricircolo.
Negli schemi seguenti, per semplicit
à di lettura, le tubazioni saranno
rappresentate in cavedi comuni.
Edifici bassi
Edifici alti
Edifici multipiano
Installazioni generalmente caratterizzate da distribuzioni non troppo estese, tipicamente a servizio di 2 o 3
piani, in cui si raggiungono valori di pressioni piuttosto contenuti.
• SCHEMA 1: Edi
ficio residenziale 2 piani.
Edi
fici tra i 10 e 15 piani dove occorre valutare la variazione di pressione dovuta al dislivello tra i vari piani. Negli
schemi riportati di seguito, ipotizzando l’altezza di ogni piano pari a 3 m, la variazione di pressione
è assunta
pari a 30 kPa (0,3 bar).
É necessario veri
ficare che la pressione ai piani più alti e ai piani più bassi risulti comunque compresa nel range
ottimale 150 kPa < P < 300 kPa (1,5 bar < P < 3 bar).
• SCHEMA 2: Multipiano senza gruppo di pressurizzazione;
• SCHEMA 3: Multipiano con gruppo di pressurizzazione.
Edi
fici oltre i 15 piani dove le soluzioni impiantistiche possono essere molteplici. Una prima scelta riguarda
il sistema di distribuzione, che pu
ò essere un sistema di distribuzione dal basso, oppure un sistema di
distribuzione dall’alto, sfruttando serbatoi per gravità o generatori posizionati in locali tecnici nei piani pi
ù
elevati. In edi
fici di questo tipo sono richiesti sistemi di pressurizzazione che possono generare, in alcuni
punti dell’impianto, pressioni troppo elevate. Per evitare l’insorgenza di fenomeni di cavitazione si ricorre
all’installazione di riduttori in serie. Le normative di alcuni Stati prescrivono pressioni di esercizio massime
di 1000 kPa (10 bar). In questi casi la soluzione
è quella di suddividere l’edi
ficio in zone a pressioni differenti.
• SCHEMA 4: 40 piani a unico locale tecnico;
• SCHEMA 5: 40 piani con locali tecnici suddivisi;
• SCHEMA 6: 40 piani con locali tecnici suddivisi e vasca di accumulo;
• SCHEMA 7: 40 piani con produzione ACS pressurizzata in copertura;
• SCHEMA 8: 40 piani con produzione ACS pressurizzata in copertura e ricircolo al piano;
• SCHEMA 9: 40 piani con vasche a pressione atmosferica.
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