I tubi Wavin PE presentano una marcatura bianca con riferimenti
dimensionali, normativi, di applicazione e di produzione. I raccordi
sono provvisti di linea zero e di suddivisioni di 15° in 15°. Grazie
all’asse di riferimento ed alla suddivisione in gradi e alla stabilità dei
pezzi, si ottiene una facilitazione di montaggio. L’installazione dello
scarico verticale (colonne) e di quello orizzontale (collettori), può
essere eseguito con una delle seguenti tecniche:
- montaggio con manicotto di dilatazione;
- montaggio con braccio di compensanzione per il corretto allineamento;
- montaggio rigido.
La dilatazione
Ogni materiale si dilata o si contrae per effetto di un aumento o
diminuzione di temperatura. La dilatazione termica lineare del po-
lietilene è di: 0,2 mm/m° C. Quindi dilata o si contrae di 2 mm per
metro, per ogni 10° di salto termico.
Come temperatura minima si suppone la temperatura del gelo;
come temperatura massima si considera il breve de
flusso di ac-
qua calda la cui temperatura non viene assorbita totalmente dallo
spessore del tubo, sia per la sua bassa conducibilità termica (0,37
kcal/mh°C = 43 W/mk), sia perchè, sovente, la quantità d’acqua
calda riempie solo una parte della super
ficie del tubo. Normalmen-
te la temperatura massima che può raggiungere una tubazione di
polietilene nello scarico di appartamenti è di 40-50° C. In conside-
razione di questa dilatazione, assume fondamentale importanza la
valutazione, agli effetti di una corretta e funzionale posa in opera,
delle effettive variazioni di lunghezza che si possono verificare nelle
tubazioni. Gli sbalzi di temperatura, e di conseguenza, gli allun-
gamenti a cui vengono sottoposte, sono notevolmente diversi in
funzione dell’impiego.
Prendiamo come esempio due casi limite:
a) colonna pluviale a vista esterna al fabbricato;
b) colonna di scarico di acque usate all’interno del fabbri-
cato.
a) Colonne pluviali esterne al fabbricato
Nelle colonne esterne ad uso pluviale la temperatura e, di conse-
guenza, la dilatazione del tubo, sono direttamente condizionate da
fattori climatici stagionali ed ambientali: la temperatura può oscil-
lare da diversi gradi sotto lo zero del periodo invernale ai 30/40° C
dell’estate. Se poi consideriamo l’effetto di esposizione diretta ai
raggi solari, la temperatura a cui il tubo
è sottoposto è ancora più
elevata, e rimane costante per diverse ore.
b) Colonna di scarico interna al fabbricato
Diversa è la situazione climatica per le colonne situate all’interno di
fabbricati che dispongono di una temperatura ambiente costante:
qui lo sbalzo termico può determinarsi improvvisamente per effetto
di acqua calda o fredda, con durata non rilevante.
In entrambi i casi va considerato che la posa delle colonne in can-
tiere può essere effettuata sia in inverno che in estate, quindi in si-
tuazioni ambientali e climatiche opposte. Diventa perciò importante
calcolare le variazioni di lunghezza del tubo dovute alla dilatazione,
applicando la seguente formula:
Δl = L • Y • Δt
Δl = Dilatazione termica (mm)
L = Lunghezza del tubo (m)
Y = Coefficiente di dilatazione 0,2 mm/m° C
Δt = Differenza tra la temperatura al montaggio e la temperatura
massima prevista per l’utilizzo (°C).
Esempio di dilatazione: determinare la dilatazione termica
Δl
Dati:
Lunghezza tubo L = 5 m
Temperatura al montaggio = 20° C
Temperatura di lavoro = 50° C
Δt differenza di temperatura = 30° C
Δl = 5 m • 0,2 mm/m° C • 30° C = 30 mm
La differenza di temperatura può assumere anche valori negativi: in
questo caso si avrà contrazione.
Esempio di contrazione: determinare la contrazione termica
Δl
Dati:
Lunghezza tubo L = 5 m
Temperatura al montaggio = 20° C
Temperatura di lavoro = -10° C
Δt differenza di temperatura = -30° C
Δl = 5 m • 0,2 mm/m° C • (-30° C) = -30 mm
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