Defangatori magnetici

Principio di funzionamento

La defangazione è un trattamento fisico simile alla filtrazione ma più efficace dal punto di vista della dimensione delle particelle. Sfruttando il principio

della precipitazione per gravit

à riesce a separare e far depositare dopo pochi ricircoli anche particelle con dimensioni

fino a 0,005 mm (5 μm).

L’azione di separazione delle impurità effettuata dal defangatore magnetico si basa sull’azione combinata di più fenomeni.

La riduzione della velocit

à del

fluido favorisce la precipitazione per gravità delle particelle di sporco nella camera di raccolta. Quest’ultima presenta

alcune particolarità:

è situata nella parte bassa del dispositivo ad una distanza tale dagli attacchi in modo che le impurità raccolte non risentano delle turbolenze del

flusso attraverso il reticolo.

è capiente per aumentare la capacità di accumulo dei fanghi e quindi diminuire la frequenza di svuotamento/scarico.

è dotata di un rubinetto di scarico per effettuare lo spurgo delle impurità raccolte nella parte bassa anche ad impianto funzionante.

L’elemento interno a super

fici reticolari oppone una bassa resistenza al passaggio del

fluido garantendo comunque la separazione, che avviene per

collisione delle particelle con le super

fici e successiva decantazione.

La presenza dei magneti consente, inoltre, una maggiore efficacia nella separazione e raccolta di impurità ferromagnetiche; queste vengono trattenute

nella camera di raccolta del defangatore dai magneti presenti nel dispositivo.

Perdite di carico

Data la conformazione di questi componenti (sezione di passaggio ampia) la loro perdita di carico,

nell’intervallo di portate di funzionamento ottimali, si mantiene su valori quasi sempre trascurabili. Le perdite

di carico si mantengono costanti nel tempo di esercizio.

Filtri defangatori magnetici

Principio di funzionamento

L’azione di separazione delle impurità effettuata dal

filtro defangatore magnetico si basa sull’azione combinata

di pi

ù componenti:

• un elemento reticolare interno (1), che svolge la funzione di defangazione;

• i magneti inseriti direttamente nella via di

flusso (2), che catturano e trattengono le impurità ferrose;

• una maglia filtrante metallica (3), che trattiene le impurit

à residue mediante selezione meccanica.

Le maglie

filtranti sono caratterizzate da diversi parametri, uno dei pi

ù importanti

è la luce di passaggio (o capacità

filtrante) che indica le dimensioni minime delle particelle che il

filtro

è in grado di intercettare. L’altro riguarda la

superficie della maglia

filtrante, una maggiore super

ficie garantisce un grado di sporcamento inferiore.

La camera di raccolta alla base di questi dispositivi presenta le stesse peculiarità di quella dei defangatori.

Perdite di carico

Dimensionamento

Il dimensionamento di un defangatore dipende principalmente dalla velocità di passaggio del fluido

attraverso il dispositivo, in quanto una velocità troppo elevata non permetterebbe una corretta separazione

delle impurit

à.

Come

è noto, la velocità del

fluido è legata alla portata tramite la sezione di passaggio. Rimanere nei limiti

di velocità sopra indicati, signi

fica quindi non superare determinati valori di portata massima consentita

per ciascuna misura.

1

È importante eseguire una manutenzione periodica del

filtro defagnatore

magnetico, in alcuni casi questo processo è sempli

ficato da sistemi di

2

pulizia automatici o semiautomatici.

3

Per effetto del passaggio attraverso la maglia filtrante, sul fluido si produce una perdita di carico che aumenta

all’aumentare del grado di intasamento.

Nei dispositivi combinati come i

filtri defangatori, la maglia filtrante è pi

ù protetta rispetto a quella di un semplice

filtro, poiché parte delle impurità precipitano nel defangatore. Per questo

motivo, a parit

à di tempo di esercizio, il grado di sporcamento è inferiore

rispetto a quello dei comuni filtri.

Dimensionamento

Il parametro principale da valutare per il dimensionamento di un filtro

defangatore magnetico è la sua perdita di carico. Infatti, il passaggio

dell’acqua attraverso la maglia filtrante crea una perdita di carico diversa in

funzione della capacità filtrante. Maggiore è la capacità filtrante, maggiore

sarà l’efficienza di separazione ma anche le perdite di carico generate.

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